Regione Borgogna: la terra del vino nel cuore della Francia
Il solo nome “Borgogna” evoca le forme di una regione quasi leggendaria nella tradizione vitivinicola. Con un territorio vastissimo, che si stende da Sud a Nord, è una delle regioni vinicole più prestigiose al mondo.
Qui il vino è cultura, storia e identità. Un tempo riservato ai re, il vino borgognone si è sempre distinto per la qualità e il legame profondo con il territorio. Qui, infatti, sono le le vigne più importanti, i grand cru, a dare il nome ai paesi di provenienza. La centralità di questa produzione diventa così anche una forma di orientamento.
La viticoltura in Borgogna si fonda su due grandi protagonisti: lo Chardonnay e il Pinot Nero. Gli altri uvaggi che storicamente li accompagnavano, Gamay e Aligoté, hanno dovuto cedere il passo a questi due capisaldi. Nonostante ciò, la grande estensione e la varietà della regione Borgogna la rendono una meta irrinunciabile per gli amanti del vino. Attraversandola da sud a nord è infatti possibile perdersi nelle sfumature e particolarità della sua produzione.
Beaujolais: il volto autentico del Gamay
La prima zona che incontriamo partendo da sud è quella del Beaujolais, una zona collinare ricca di storia e tradizione. Negli ultimi trent’anni, la reputazione di questa zona è stata associata a vini novelli e a buon mercato, ottenuti con macerazione carbonica. Tuttavia,i vini di questa area hanno ancora molto da raccontare.
Qui, infatti, il Gamay esprime qui un potenziale straordinario, producendo un rosso scarico di colore, vicino al Pinot Nero, che cede pochissimi antociani. Questi vini freschi, dal bel frutto croccante, richiamo calde sere d’estate, a cui si accompagnano con dolcezza, leggermente freschi.
Mâconnais: Chardonnay solare e minerale
Proseguendo verso nord, troviamo il Mâconnais, terra di Chardonnay dalla grande personalità fortemente influenzati dalla particolarità dei terroir. I suoli calcarei e caldi di comuni come Pouilly-Fuissé e Chaintré, infatti, producono Chardonnay dalle note tostate e sulfuree, leggermente ammandorlati.
Côte d’Or: il cuore d’oro della Borgogna
Nodo centrale della regione, la cosiddetta Côte d’Or è il cuore pulsante della Borgogna. Il suo nome richiama il colore dorato delle vigne in autunno, un paesaggio mozzafiato che racconta la storia di una viticoltura secolare.
Qui si trovano alcuni dei vigneti più famosi del mondo. La viticultura della regione è quasi interamente dedita alla produzione di Chardonnay, che trova qui forse la sua massima espressione. Appartengono a questa zona, infatti, denominazioni leggendarie come Chassagne-Montrachet, Puligny-Montrachet e Meursault.
Solo due i comuni che, come mosche bianche, si distinguono dalla storica produzione a bacca bianca. Volnay e Pommard, infatti, sono famosi per un Pinot Nero morbido, voluminoso e succoso.
Beaune: uno spartiacque tra bacca bianca e bacca nera
La Côte de Beaune è lo snodo più grande e importante della Borgogna vinicola. è quest’area a segnare lo spartiacque tra i vini bianchi e rossi della regione. Qui si coltivano entrambe le varietà, con alcune delle varianti più prestigiose.
Immaginando di percorrere la Côte salendo verso l’Appennino, incontriamo un paesaggio spaccato a metà. A sinistra, le colline sono coltivate e i comuni ospitano le dominazioni più prestigiose: Premier Cru e Grand Cru. A destra, invece, il territorio si perde in una pianura sterminata, dove i vini prendono il nome generico della regione, “Bourgogne”.
Il Nord della Borgogna: l’olimpo del Pinot Nero
Andando verso nord, si raggiunge l’élite mondiale dei vini rossi, con comuni iconici come Vosne-Romanée, Chambolle-Musigny, Morey-Saint-Denis, Nuit Saint George e Gevrey-Chambertin. È questa la terra del Pinot Nero, e ogni comune vanta almeno un Grand Cru, a differenza delle zone meridionali dove questa distinzione è meno uniforme.
Chablis e Auxerrois: freschezza e mineralità
Il nostro viaggio nella Borgogna si conclude a nord-ovest di Digione, dove si trova lo Chablisien e l’Auxerrois, al confine con la Champagne. Qui lo Chardonnay si fa più teso e vibrante, con una spiccata mineralità e un’eleganza cristallina. I vini di questa zona, coltivati da produttori come Agnés et Didier Dauvissat e Chateau de Beru, sono celebri per il loro carattere marino e sapido. La loro natura sottile e algida li rende compagni ideali per prodotti tipici come ostriche e frutti di mare.
La selezione di Musica da Tavola
In accordo con ricerca che la contraddistingue, Musica da Tavola ha selezionato i migliori piccoli produttori artigianali della Borgogna, custodi di un patrimonio enologico straordinario. In questa regione famosissima ma anche estremamente cara, l’industrializzazione cede il passo a coltivazioni più ridotte e curate.
I vignaioli scelti, quindi, si differenziano non solo per la cura e l’artigianalità, ma anche per la nobiltà che attribuiscono al proprio lavoro. Spaziando da Nord a Sud troviamo: Agnès et Didier Dauvissat, Château de Béru pro Chablis, Emmanuel Giboulot, En Belles Lies, Domaine de la Cras – Marc Soyard. Altrettanto importanti sono Jérémy Recchione, Chandon de Briailles, François de Nicolay, Maison Valette etiam, Clos des Vignes du Maynes – Julien Guillot, Jean-Pierre e Quentin Michel, Raphaëlle Guyot.
Le loro etichette includono Pinot Noir Les Robinettes, Pinot Noir Le Baiser, Galatée, La Grande Chatelaine ed En Grégoire. Una selezione che onora i grandi vitigni di questa zona, come Chardonnay e Pinot Nero. Non dimentica anche le uve meno conosciute che hanno accompagnato la storia di questa regione.